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MotoGP | GP Argentina 2022: analisi circuito Termas de Rio Hondo e orari TV

La pista sudamericana è composta da un lungo rettilineo, poche sezioni lente e curve ad alta velocità di percorrenza. Analizziamone le caratteristiche

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A due settimane dall’ultimo appuntamento in Indonesia, che si è disputato presso il Mandalika International Street Circuit, questo fine settimana il Motomondiale farà tappa in Argentina al circuito Termas de Rio Hondo. Saranno presenti tutte e tre le classi: MotoGP, Moto2 e Moto3. La pista sudamericana sorge nella provincia settentrionale del Santiago de Estero e sarà teatro della terza tappa iridata della stagione 2022. Il fine settimana sarà di due giorni e non tre, dato che tutto il programma del venerdì è stato cancellato per ritardi dell'arrivo del materiale e delle moto provenienti dall’Indonesia, ultima gara disputatasi. Le prove libere sono state spostate da venerdì a sabato

ANALISI CIRCUITO TERMAS DE RIO HONDO

L’autodromo argentino venne realizzato nel 2007 ed è stato inaugurato l’11 maggio 2008 e ha ospitato gare del TC2000, Formula Renault e Turismo Carretera. Successivamente, l’impianto venne riprogettato e ricostruito sotto la supervisione del progettista Jarno Zaffelli. Nel maggio 2013, la pista sudamericana ricevette l’omologazione da parte della Federazione Internazionale di Motociclismo e della Federazione Internazionale dell’Automobile. Nel medesimo anno, il circuito ha ospitato i test ufficiali della MotoGP e i round 15 e 16 del WTCC.

Il tracciato misura 4806 metri ed è composto da 14 curve, delle quali nove a destra e cinque a sinistra. La larghezza della sede stradale è di 16 metri. Il record assoluto sul giro appartiene a Marc Marquez, che nel 2014 firmò la pole position sull’1:37.683 alla media oraria di 177.1 km/h. Il record in gara, invece, è stato fatto registrare da Valentino Rossi, che nell’edizione del 2015 ottenne il giro veloce in 1:39.019 a 174.1 km/h di media oraria. Le distanze di gara per ciascuna delle categorie saranno le seguenti: MotoGP 25 giri (120.2 km), Moto2 23 giri (110.5 km) e Moto3 21 giri (100.9 km).

Successivamente al breve rettifilo del traguardo, vi è la curva 1, una destra dal doppio punto di corda: per l’ingresso in curva le moto della classe regina decelerano da 274 km/h in 5a marcia a 111 km/h in 2a e raggiungono il secondo punto di corda prima allargandosi e in seguito chiudendo verso il cordolo interno parzializzando l’acceleratore con la medesima marcia a 97 km/h. In seguito vi è il cambio di direzione per la curva 2, da affrontare in 2a marcia a 80 km/h, a cui seguono in direzione opposta le curve 3 e 4, da percorrere a 128 km/h (3a) e a 207 km/h (4a) in pieno.

Massimizzare la velocità in uscita da quest’ultima curva e fondamentale per la percorrenza del successivo lungo rettilineo da 1076 metri nel quale si raggiunge una velocità di punta di 327 km/h e al fondo del quale vi è la frenata della curva 5, la più esigente del Termas de Rio Hondo: secondo i tecnici della Brembo, i piloti decelerano da 320 km/h a 76 km/h nell’arco temporale di 6,3 secondi con una pressione sulla leva del freno di 4,8 kg. La potenza frenante è di 10.2 bar, lo spazio di frenata è di 297 metri. La decelerazione tocca gli 1.5 G. L’impianto frenate viene impiegato per il 31% del giro al Termas de Rio Hondo, 30 secondi, con una lunghezza della fase di frenata di 1349 metri, pari al 28% della lunghezza del tracciato.

La cinque è una destra che i piloti affrontano a 75 km/h in seconda marcia. A seguire vi è il cambio di direzione per la curva 6, nel quale è richiesto un avantreno reattivo e preciso in inserimento, che è caratterizzata da un ampio raggio di percorrenza che i piloti percorrono parzializzando l’acceleratore a 198 km/h sino alla 5a marcia. Successivamente vi è la staccata della curva 7, nella quale le MotoGP decelerano dal 244 km/h a 90 km/h scalando tre marce. Segue nelle medesima direzione la curva 8, che si affronta in 3a marcia a 154 km/h, e in seguito vi è il cambio di direzione per la curva 9, contraddistinta da una leggera salita che rende l’uscita cieca, da fare in 2a marcia a 106 km/h.

L’avvallamento della nove è seguito dalla curva 10 verso sinistra, 172 km/h la velocità di percorrenza, nella quale i piloti sfruttano tutto il cordolo interno per mantenere una traiettoria più a destra possibile per massimizzare la velocità in ingresso nel cambio di direzione della curva 11. Si tratta di una curva in appoggio da affrontare in 3a marcia 147 km/h parzializzando il gas. Alla undici segue la doppia destra delle curve 12 e 13: i piloti iniziano la fase di frenata nella prima a 216 km/h in 4a marcia per decelerare sino a 68 km/h in 1a al punto di corda. La trazione in uscita richiede un retrotreno stabile e un anteriore agile nel cambio di direzione per la curva 14, da affrontare a 147 km/h in 3a marcia, che immette sul rettifilo del traguardo.

PROGRAMMA SABATO 2 APRILE: ORARI ITALIANI SESSIONI E TV

Classe Sessione Orario TV
Moto3 PL1 13:45-14:25 Sky Sport MotoGP
Moto2 PL1 14:40-15:20 Sky Sport MotoGP
MotoGP PL1 15:35-16:20 Sky Sport MotoGP
Moto3 PL2 16:35-17:15 Sky Sport MotoGP
Moto2 PL2 17:30-18:10 Sky Sport MotoGP
MotoGP PL2 18:25-19:10 Sky Sport MotoGP
Moto3 Qualifiche 19:35-20:15 Sky Sport MotoGP
Moto2 Qualifiche 20:30-21:10 Sky Sport MotoGP
MotoGP PL3 21:25-21:55 Sky Sport MotoGP
MotoGP Qualifiche 22:05-22:45 Sky Sport MotoGP
Differita TV8 ore 23:15

PROGRAMMA DOMENICA 3 APRILE: ORARI ITALIANI SESSIONI E TV

Classe Sessione Orario TV
Moto3 Warm up 14:30-14:50 Sky Sport MotoGP
Moto2 Warm up 15:00-15:20 Sky Sport MotoGP
MotoGP Warm up 15:30-16:00 Sky Sport MotoGP
Moto3 Gara 17:00 Sky Sport MotoGP
Differita TV8 ore 19:05
Moto2 Gara 18:20 Sky Sport MotoGP
Differita TV8 ore 20:25
MotoGP Gara 20:00 Sky Sport MotoGP
Differita TV8 ore 22:05

 

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